Ecuador

2019 – Progetto Vacaciones Cheveres

Attività con bambini dai 6 ai 15 anni di Guayaquil. Ragazzi afrodiscendenti e quindi emarginati. Con loro facciamo diverse settimane durante le vacanze e poi tutti i sabati dell’anno con storia della comunità di colore in Ecuador, danza, musica, poesia tradizionali, attività artigianali e sportive. Responsabile: P. Enzo Balasso – missionario comboniano



Il messaggio di P. Balasso in occasione della Pasqua 2020

24 gennaio 2020
Carissimi amici di “Mondo Nuovo”, debbo ringraziarvi per aver ricevuto in questi giorni un vostro aiuto per il progetto “Vacaciones Chéveres” di 2.000 euro, sarà il Buon Dio a ricompensarvi. Nel frattempo vi mando alcune foto dell’ultima esperienza vissuta per 15 giorni nella zona amazónica dell’Ecuador. Giorni intensi e di grandi inseganmenti. Di nuovo grazie e un abbraccio a tutti, chissa’ che qualche volta possa passare per Trieste e ringraziarvi personalmente. p. Enzo Balasso


15 dicembre 2019A Saraguro, il Natale indio ha il sapore della solidarietà
Carissimi amici di Trieste, anche se da poco vi ho scritto, voglio condividere questo messaggio natalizio. Debbo scrivere prima di partire domani mattina, con 10 laici, per la missione di Natale, verso l’Amazonia per accompagnare chi passerebbe queste feste senza nessuno.
Non avete mai l’impressione che i Natali si somiglino tutti?
Che, passate le feste, poco rimanga delle cene e dei regali?
Eppure, il Natale non è una festa che capita all’improvviso, inaspettata. La stessa tradizione di decorare le case e le strade con anticipo ci suggerisce che le persone l’aspettano e lo preparano.
La Chiesa, da parte sua, prevede un tempo apposito per prepararsi al Natale: l’Avvento.
Quest’anno potrebbe essere l’occasione giusta per aspettare bene la nascita di Gesù.
Ma come?
Due settimane fa sono stato invito per una 4 giorni nella zona abitata dagli indios Saraguro e lì ho sperimentato che il Natale riflette il sincretismo tra la nascita di Gesù e il tempo della germinazione dei semi, in una festa che profuma di solidarietà e reciprocità. Questa comunità ha resistito all’ingresso dell’albero di Natale e di Babbo Natale, nonché al consumismo dello scambio di doni tra famiglia e parenti. “Le persone portano cibo e bevande da condividere tra tutti” e creano uno spazio per reciprocità tra le comunità “
La festa è legata al solstizio d’inverno, il 21 dicembre, comincia a metà novembre e dura fino al 28 di dicembre. “Molte caramelle di canna da zucchero sono condivise tra i bambini”, ma anche piatti tradizionali, in particolare, basati sul mais, come i tamales, perché “questa è la terra del mais”. “Riguarda quella comunione con la natura, con la spiritualità andina”, ma che include anche la figura di Gesù Bambino. Il personaggio principale per i Saraguro è la “markantaita” o “capo padre”, in Quichua, scelto tra i membri della comunità e nella cui casa la figura di Gesù Bambino rimane fino al 25 dicembre
I bambini, che rappresentano il 60% delle migliaia di indigeni di Saraguro, sono quelli che si godono la festa, poiché sono quelli che ricevono la migliore attenzione. Vengono organizzati giochi, balli, sfilate, dichiarazioni in lingua quichua, attività che si mescolano alle preghiere cattoliche, sebbene “il principio di reciprocità e solidarietà sia sempre presente”
E mentre tra i Saraguro il Natale viene celebrato in mezzo alla semplicità e alla spiritualità, nel resto dell’Ecuador (e anche in Italia), la frenesia del commercio monopolizza l’attività dei cittadini, focalizzata sull’acquisto di regali dell’ultimo minuto e sulla preparazione della cena della vigilia di Natale.
Speriamo che almeno a Trieste, invitino anche il festeggiato, colui che nasce: Gesù.
Vi mando anche un brevissimo filmato di quest’incontro.
Buone feste, p. Enzo Balasso


7 aprile 2018
Carissimi amici di “Mondo Nuovo”
Eccomi ancora una volta nel post-Pasqua ma sono appena rientrato da una “Missione” di due settimane fatta in Bramadora con 27 volontari tra giovani e missionari più attempati. Come sempre è stata un’esperienza faticosa, fangosa, nell’isolamento ma anche propizia per vivere con intensità la Settimana Santa.
Voglio raccontarvi un aneddoto a partire dal fatto d’aver incontrato diverse persone che, riparate da un tetto di zinco, sotto un acquazzone dietro l’altro, si divertivano a giocare a dama. Vi ricordate le regole del gioco.
Primo: si fa una mossa alla volta.
Secondo: è permesso solo andare avanti e non tornare indietro.
Terzo: quando si è arrivati in alto, si può andare dove si vuole!.
Tre regole che vanno bene per il periodo pasquale!
Primo: sappi accontentarti giorno per giorno di compiere un passo alla volta, accettando quello che la vita offre, non procedere in fretta, con avidità e voglia di dominio. Avanza invece sicuro, calmo, con tanta mitezza nel cuore. Soprattutto con perseveranza, la virtù di chi segue il Maestro.
Secondo: è permesso solo andare avanti e non tornare indietro. Fedeli, tenaci, forti. Guarda avanti, nel camino tracciato da Cristo Risorto. Non aver timore, nè pentirti. Prosegui fiducioso. Godi dei piccoli ma preziosi passi che puoi compiere ogni giorno.
Terzo: ricorda che quando si è arrivati in alto, tutto cambia. Dalla vetta, ogni cosa la vedi in modo diverso. Hai una visione più grande della tua esistenza. Hai sognato ed ora realizzi quello per cui ti sei preparato. Ti ritrovi con il cuore gonfio di bellezza e di gioia.
La lezione di vita che queste tre regole ci danno la GIOIA che tutti ricerchiamo per vincere nella vita, ci vuole un metodo. Per vincere le nostre debolezze basta conoscerci un po’ e vivere con fiducia pur tra mille difficoltà.
Quei giocatori di dama incontrati nei poveri villaggi, sicuramente non facevano queste disquisizioni: si divertivano, erano tra amici, si facevano compagnia nella solitudine della foresta e questo dava nuove energie per andare avanti.
Abbiamo bisogno anche noi di queste relazioni antiche, ma nuove…. perché le abbiamo perse. Che la prossima Pentecoste ci riempia di vita e ci faccia sentire più FRATELLI.
Buon tempo pasquale, p. Enzo Balasso